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Obiettivo di "Pensare Cristiano" è offrire uno strumento di dialogo che possa rappresentare un autentico "cenacolo virtuale" tra tutti coloro - cattolici e non - i quali ritengono che la libertà integrale ed indivisibile dell'uomo vada difesa e promossa alla luce delle evidenze ed esigenze originarie del cuore umano.
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Scritto da Flavio Felice
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Thursday 04 September 2008
L'economia è naturaliter per la persona perchè nell'ambito di ciò che riguarda gli affari sociali non esiste che la persona. Tutto è riducibile ad essa: partito, classe, razza, corporation, nazione. Solo la persona agisce, solo la persona pensa, soffre, spera, gioisce, in defintiva, solo la persona sceglie; e l’economia è la scienza che tenta di risolvere i problemi relativi alle scelte allocative, in un mondo di risorse e conoscenze scarse.
Nel campo dell'umano tutto è riducible alla persona, dalle istituzioni più complesse – organizzazioni di uomini che cooperano (cum-petono) e concorrono (cum-corrono) – alla realizzazione di opere che, talvolta in maniera irriflessa, finiscono per trascendere nel tempo e nello spazio l’immediato ed il legittimo interesse di coloro che le hanno poste in essere, essendo il più delle volte il prodotto inintenzionale di azioni volontarie intenzionali.
Se l'economia, il discorso, l'analisi, la riflessione su di essa, non può che essere finalizzata alla persona: al suo bene ovvero al suo male e alla verità della sua unica ed irripetibile esistenza ovvero alla falsità e all’abrutimento che può giungere fino alla negazione ed al totale disprezzo della sua umanità, allora significa che la persona stessa non può fare a meno dell'economia, tanto della sua dimensione pratica (artistica) quanto della sua dimensione teorica (analitica). ..
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Scritto da Jude P. Dougherty
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Thursday 04 September 2008
Robert Misik, writing in the July 2008 edition of The Atlantic Times, is dismayed that Pope Benedict XVI has called for “the re-evangelization of Europe.” Misik fears that, “The revival of religion in political discourse brings with it an ‘us against them’ rhetoric.” “Religions,” he continues, “are a potentially powerful force to stir up hatred against other people, and the distance from a renaissance of faith to a rivalry of fundamentalists is mostly a small step.” Racism and xenophobia, Misik holds, are increasingly entering religious jargon. “Hardly surprising, then,” he says, “that anti-immigrant and radical right-wing politics, for example, in Austria, Italy, and Denmark, have taken up the alleged threat of Islam to Europe as one of their central issues.” Misik believes that it is not division but mutual tolerance and respect that the world needs.
One could easily ignore the attitude of a naïve reporter, somewhat innocent of the historical record, if it were not that his view pervades much of the academic world as well as that of the Western media. To use one example, Ruth Sutter Fichner, in a work entitled The Habsburg Empire Confronts Islam, 1526-1850 places the Habsburgs in a negative light for equating the defense of empire with the defense of Christianity. Although Fichner, in her well-documented work, describes page after page of Ottoman atrocities, she faults the Habsburgs for demonizing Islam in their attempt to rally support against the Turks. She acknowledges that the expansion of the Ottoman Empire and the religious mission that many sultans assigned to themselves were responsible for the hardening of the European hostility to Muslims. .. |
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Dichiarazione di voto Udc per la Ratifica del Trattato di Lisbona
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Scritto da Rocco Buttiglione
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Friday 01 August 2008
Sig. Presidente, On. Colleghi,
l’UDC, partito erede della grande tradizione europeista di Alcide De Gasperi e dei democratici cristiani, saluta con gioia l’approvazione del Trattato di Lisbona. E’ un passo in avanti verso quella unione sempre più stretta che è il punto di arrivo desiderato da tutti gli europeisti. L’approvazione del Trattato è un segno di speranza in un momento peraltro in cui nuvole nere si accumulano sull’orizzonte del nostro futuro. Qualche anno prima della Seconda Guerra Mondiale un grande storico olandese, lo Huizinga, ha scritto un libretto profetico con il titolo Nelle ombre del domani. Forse un simile libro potrebbe essere scritto anche oggi. Approvando adesso questo trattato noi invece vogliamo affermare la nostra fiducia nel progetto europeo come strumento per orientare il futuro, guidare la globalizzazione e scongiurare le ombre del domani.
Le ombre si addensano sull’Unione Europea. I popoli della Francia e dell’Olanda in un referendum democratico hanno rigettato il progetto di Costituzione Europea. Lo strumento che noi oggi approviamo è un Trattato, non una Costituzione. E’ mancata fino ad oggi una riflessione sulle ragioni per cui la Costituzione è stata rifiutata. Mi si permetta di formulare una ipotesi. Proprio nel momento in cui in qualche modo perfino Jürgen Habermas...
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